Il nazista dentro di noi

Secondo me paragonare la deportazione degli ebrei nel regime nazista e il trattamento che ricevono gli africani in Italia è una cosa sbagliata perché ci sono tantissime divergenze e la cosa comune è solo che ultimamente è pieno di razzisti di merda che si sentono autorizzati a fare la voce grossa e sparare cazzate.

Che non è mica poco, sia chiaro.

Secondo me c’è anche troppa Memoria, con la M maiuscola, come la chiamava Luca Rastello. C’è molta Memoria e poca memoria, con la m minuscola.

Se leggendo queste righe la prima cosa che pensi è che sono state scritte il 28 e la giornata della memoria è il 27 gennaio, allora sei parte del problema. Ci vuole memoria e precisione, il più possibile. Il nazista che abbiamo dentro ci mette un attimo.

 

Cose varie (tra cui anche un titolo)

La spalla sta meglio, ogni tanto potrebbe tornare a far male ma la fase acuta è più che passata. Nei prossimi mesi ci sarà da fare alcune piccole cose di riabilitazione, niente di sconvolgente.

Per precauzione e per diversi impegni personali di varia natura, non prenderò molte date in questo 2019 e quindi suonerò poco dal vivo.

Ne approfitterò per finire di scrivere il mio disco nuovo, che dovrebbe uscire ad inizio 2020 e si intitolerà “I ferri del mestiere”.

Mi divertiva scriverlo qui e basta e non sui social network, giusto per vedere se qualcuno se ne accorge.

Il cane di Heidi

Ci sono dei giorni che qui, nella pianura padana, c’è nebbia fitta fitta e si arriva a non vedere nemmeno a dieci metri da te.

E questo per giorni.

Poi, come è arrivata, la nebbia a volte sparisce e di colpo si vede tutto.

La nebbia va proprio via del tutto. Che a uno normale gli sembra una cosa normale, ma se sei nato in Emilia sai che è un evento incredibile ed esci da lavorare, come sono uscito io due minuti fa, che vedi tutto chiarissimo e vedi gli edifici, le macchine che vanno, riesci anche a leggere le targhe da lontano.

Pausa concerti

Ho una calcificazione alla spalla sinistra. Non dovrebbe essere niente di grave, ma sono in giro per visite e robe varie e ci sono dei giorni che va tutto alla grande “ed invece dei giorni che no” (per citare il poeta della musica).

Ho annullato tutte le date di dicembre che avevo perché comunque al momento è meglio. Per l’anno nuovo vedremo, adesso è presto.

Speriamo bene, dai. Vedrai che non è niente. In bocca al lupo. Grazie.

 

 

 

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Consigli per gli acquisti

Avete presente quando comprate qualcosa su Amazon e dopo vi arrivano i consigli via mail su cosa comprare?

Per dire, oggi a me ha consigliato di comprare “Marquée Moon” dei Television.

Ogni volta che mi arrivano dei consigli del genere, tipo che secondo lui dovrei comprare “White Light/White Heat” dei Velvet Underground o “In the court of the Crimson King” o robe così, mi sale sempre il complottismo e mi viene da andare a controllare nella parete di casa mia piena di dischi per vedere se sono venuti in casa a rubarmelo.

Ci sei o ci fai?

Oggi un mio collega voleva dirmi che ha una zia suora.

Finora avevo sempre sentito dire che una persona fosse una suora, vale a dire che se uno mi diceva che aveva una zia suora, mi diceva “Ho una zia che è una suora” o al limite una zia che “si è fatta suora”.

Lui oggi mi ha detto “Ho una zia che FA la suora”.

Mi è sembrata una differenza fondamentale. Sua zia non è una suora. LA FA.

D’ora in poi mi sa che lo uso sempre e volevo invitare chiunque a fare altrettanto.

Let’s play ball with William Blake

C’è un bel film con Kevin Costner, Tim Robbins e Susan Sarandon che si intitola “Bull Durham” ed è un film sul baseball. Se avete giocato a baseball anche solo a livello dilettantistico, se avete comunque la scimmia del baseball e vi piace un casino il gioco e tutte le regole e la implicita filosofia che ci sta dietro, questo è il vostro film, il film della vita, quello che vorrete vedere e rivedere sempre, tipo che ogni tanto rimanete una sera in casa e non sapete cosa fare e allora dite tra voi “Vabé, adesso mi riguardo Bull Durham”.

In questo film, c’è un momento durante il quale Susan Sarandon e Kevin Costner stanno litigando perché lui ha detto una cosa a Tim Robbins che fa sì che Robbins non voglia più fare sesso con la Sarandon e lei è molto arrabbiata. I due discutono in uno scambio di battute vibrante e fatto molto bene. Poi, ad un certo punto, Costner dice alla Sarandon se non trova che il suo vestito sia un poco eccessivo e lei, che era in difficoltà e stava andando sotto nella discussione, risponde dicendo “La strada dell’eccesso porta al palazzo della saggezza – William Blake”.

Dice proprio così. Nel senso che dice anche “WILLIAM BLAKE”. E Costner ride e dice “Che cavolo vuol dire WILLIAM BLAKE?” e lei risponde “CHE PARLO DI WILLIAM BLAKE”

Ecco, quando vedo che postiamo le cose sui social e poi mettiamo cento hashtag per far capire di cosa stiamo parlando, mi sembra sempre che uno stia dicendo una cazzata perché è in difficoltà e che, finita la frase, dica “WILLIAM BLAKE”.

(E’ un film tradotto così così come tutti i film sul baseball, dove senti delle cose del tipo “Ed è una palla per il lanciatore” e invece era un BALL, che non vuol dire palla, un poco come a calcio se dici che un calciatore ha realizzato una rete vuol dire che hai fatto goal, non che stai sistemando la porta. Guardatelo in inglese, se riuscite. Se sapete le basi delle regole del baseball è meglio. Non solo per vedere il film, è proprio meglio per voi. Nella vita, intendo)