2020 (10 anni)

Sono passati dieci anni da quando porto le mie canzoni in italiano in giro per il paese. In questi dieci anni ho suonato praticamente ovunque. Ho suonato in un locale fighissimo pieno di gente ma anche in un locale vuoto con tre persone. Ho suonato in un deposito di biciclette, in un negozio di scarpe, in uno di occhiali, in un centro di yoga, ho suonato in televisione, alla radio, nei teatri, di spalla a nomi grossi e insieme a nomi piccoli, insieme a nomi piccoli che poi sono diventati grossi e a nomi piccoli che sono rimasti piccoli e basta. Ho suonato, più di ogni altro posto, nei bar. Come dico sempre, “tutto quello che ci vuole sono una stanza e un po’ di voglia”.

In questi dieci anni si sono alternati, spesso in maniera fitta e violenta, momenti di grande esaltazione e momenti di grande avvilimento. Se guardo indietro, forse questo alternarsi violento e implacabile è l’unica cosa veramente costante che mi ha accompagnato.

In questi dieci anni ho avuto persone che mi hanno visto suonare anche trenta volte, altre che hanno fatto centinaia di chilometri per conoscermi e sentirmi, altre alle quali ho dato semplicemente fastidio mentre bevevano qualcosa e chiacchieravano. Di questi ultimi, in qualche episodio decisamente rimarchevole, è rimasto anche l’eco del momento in cui me lo facevano notare.

Dopo dieci anni viene la voglia di fare anche dei bilanci. Credo che il prossimo anno sarà un anno decisivo. Nel senso che, se c’è una cosa che veramente vorrei capire, è “cosa lo stai facendo a fare”. Penso sia l’anno giusto per capirlo, visto che oramai non ci sono più tante cose che quando ho cominciato a fare le mie canzoni in italiano erano ancora lì e in alcuni casi ci sembrava che dovessero esserci per sempre.

E’ il momento giusto perché così vedremo davvero “cosa voglio dalla musica”, per capire se devo raccogliere ancora qualcosa o se devo soltanto cominciare a portarle rispetto.

Non so come andrà a finire. Di solito, quando si comincia una cosa così, va a finire bene. Ma quando si comincia una cosa così, di solito, prima di andare a finire bene deve succedere che ti togli qualcosa dallo zaino che ti stai portando in giro per capire cosa non ti serve durante il tuo cammino. A volte scopri che non ti serve più lo zaino, che non hai più voglia di portarlo in giro. A volte succede che non vuoi più camminare e basta.

Vedremo.

 

Dicono de “I ferri del mestiere”

Ci sono persone che dicono cose a proposito del mio nuovo album:

In ordine sparso, “L’isola che non c’era

Il disco è anche finito nella classifica dei migliori 20 album del 2019 di Stefano Solventi:

E queste sono le parole di Mescalina:

Sono anche finito in “A voices by Passaparola”, trasmissione condotta dal sempre valido Paolo Travelli da Lussemburgo.

E su “Alias” del Manifesto, che però non riesco a taggare perché è di carta.

Cose che sono successe da fine settembre a oggi 23 ottobre

E’ uscito il disco nuovo, “I ferri del mestiere”, trovate il link nella sezione “Discografia”. Il disco è in cd o in vinile, oppure potete ascoltarlo su Spotify. Se me lo volete chiedere per posta, ve lo mando.

Ho cominciato a suonare nei posti, trovate i link nella sezione “live”. Ai concerti il disco si trova, non abbiate paura di chiederlo.

Venerdì 25, ascoltiamo il disco a Chiozza di Scandiano da “Reggio Hi-Fi”. Facciamo 3 sessioni di ascolto in alta fedeltà, con un impianto della madonna che Paolo Codeluppi, il titolare del negozio, ha ritenuto essere il migliore possibile e lo ha fatto con competenza, visto che non avevo mai sentito un disco così bene. Se volete venire, dovete prenotarvi mandandogli una mail a info@reggiohifi.it.

C’è una maglietta di colore rosso tipo quello del Campari con una scritta bianca e una frase di “Spiritosi”, un pezzo dal nuovo album che dice “Aperitivo? Ma per piacere, si dice cominciare a bere” e la potete trovare al Galaxy Beer Shop di Rubiera (RE). Se gliela chiedete per posta, ve la spediscono.

Sono uscite alcune recensioni del disco: Blow Up e Rumore su carta a cura, rispettivamente, di Federico Guglielmi e Stefano D’Elia. Poi ce n’è una di Stefano Solventi su “Sentire Ascoltare” che potete trovare qui.

Un quotidiano locale ha preso un mio comunicato stampa riguardante il disco, lo ha fatto passare per una sua intervista e poi ha messo, come mia biografia, una di quelle generate a caso dal “Frigieneratore”. La cosa fa molto ridere e la dice lunga su come sia ridotto il giornalismo, quasi peggio della musica rock.

Vi ricordo che se volete farmi suonare, basta mandare una mail qui e chiedermelo e vedrete che ci mettiamo d’accordo. Io suono anche senza nessun impianto, in casa vostra, se volete. Certo, con un impianto è meglio, ma è per ribadire che bastano soltanto una stanza e della voglia, cosa che mi sembra non sia chiara pur ripetendola centinaia di volte.

Statemi bene.

 

Data ufficiale di uscita

“I FERRI DEL MESTIERE” uscirà ufficialmente venerdì 27 settembre.

Tra le ricorrenze più importanti in questa data, la nascita di “Google” nel 1998, l’inizio delle “4 giornate di Napoli” nel 1943, l’indipendenza del Messico nel 1821.

Tra i nati in questo giorno: Jovanotti, Cosimo De Medici, Avril Lavigne, Meat Loaf.

In vinile, cd e digitale.

 

Tracklist

La tracklist del mio nuovo album “I ferri del mestiere” che uscirà in autunno:

 

  1. Bastiglia
  2. Lungomare
  3. Spiritosi
  4. Speriamo che sia lei
  5. Abito da sera
  6. La guerra degli affetti
  7. Notte bianca
  8. Tradimento
  9. L’altra canzone del sole

9 canzoni, 46 minuti di musica. Sia in vinile che in cd, su etichetta New Model Label.