K. Butler & The Judas

Bob Dylan’s 115th Devotional Band

Gianni Campovecchi – Chitarra, cori
Giancarlo Frigieri – Voce, chitarra
Rigo Righetti – Basso, Cori
Lele Borghi/Tommy Graziani – Batteria

Scegliere di fare un tributo a Bob Dylan è magnificamente divertente, per alcune semplicissime ragioni. Intanto il repertorio è praticamente sconfinato e ti consente di cambiare scaletta ogni volta, se solo ne hai il tempo o ne sei capace. Nessuno come lui può vantare un corpus di brani simile, per quantità e qualità. Le canzoni di Dylan sono ormai degli archetipi, ragion per cui le puoi rifare più o meno come ti pare, che è esattamente quello che poi Dylan ha sempre fatto, trasfigurando i propri brani ed adattandoli alla situazione. Questo fa sì che una tribute band di Dylan che ne rispetti lo spirito non sia la solita tribute band obbligata a rispettarne la calligrafia, impegnata a fare fotocopie degli originali. Anzi, se si vogliono fare le cose come si deve è proprio necessario reinterpretare in maniera più personale possibile le varie canzoni scelte di volta in volta. Proprio per questo coloro che finora sono venuti a sentirci hanno apprezzano molto la scelta di cambiare ogni volta versione e magari si ascoltano volentieri un brano suonato in acustico che al giro seguente diventa una cascata torrenziale di distorsione e di rock’n’roll. Inoltre, fare una tribute band di Dylan implica anche cercare di non accontentarsi del solito repertorio di grandi classici, ma di andare a pescare nell’oceano vastissimo dei suoi brani anche qualche chicca nascosta. Tutto perché si possa piacere a chi già ama Dylan e fare innamorare quei pochi che ancora non ne hanno capito la grandezza. Quanto alle consuete polemiche che si trascina la scelta di mettere su una tribute band qualsiasi, personalmente, dopo aver pubblicato qualcosa come 8 album in 8 anni tra solisti e collaborazioni, tutti di materiale originale, e dopo un numero di concerti annuale che va dai 30 ai 50, francamente me ne infischio. Venite a divertirvi con noi, se vi va. Qui c’è scritto dove e quando.

(Giancarlo Frigieri)